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Un punto in piu' per la pirateria PDF Stampa E-mail

Dal 48 arriviamo al 49%. E Bsa decide di allearsi con Confindustria. A ottobre la presentazione di una guida operativa

Dal 48 al 49%. La pirateria italiana si riprende dopo che per quattro anni aveva intrapreso una lenta discesa. “Un po' ce l'aspettavamo – dichiara Luca Marinelli, presidente del comitato italiano di Bsa – ma la colpa più che della crisi è dell'aumento delle vendite di pc consumer”. L'Italia rimane comunque ben sopra la media europea che è del 34% e più in linea con i risultati delle economie emergenti.

Per cercare di arginare questi risultati Bsa ha deciso di allearsi con Confindustria che, tramite Assolombarda, ha deciso di impegnaris nella lotta contro il software non originale. Il primo passo sarà la presentazione verso metà ottobre di un quaderno “Sicurezza informatica e pirateria software in azienda. Gestire il rischio e prevenire il problema”.

“Si tratta di una guida operativa – spiega Eugenio Guagnini, responsabile sistemi informativi e gestione qualità di Assolombarda – che non intende limitarsi alla descrizione del fenomeno, ma presentare il quadro normativo e illustrare i rischi che l'impresa corre con l'entrata in vigore del decreto 231 del 2001 che sancisce la responsabilità del vertice aziendale e può comportare anche il blocco delle attività". L'entità del danno economico è notevole. La stima parla infatti di 1,7 miliardi di euro di perdita per le aziende del software. Un dato che Marinelli traduce in questo modo: “In giro c'è un'altra Microsoft e un paio di Autodesk” facendo riferimento alle due aziende più colpite dall'utilizzo di software illegale.

A parte le due aziende, lo studio di Idc dal titolo “The economic benefits of reducing software piracy” spiega che riducendo il tasso di pirateria italiano di una decina di punti nei prossimi quattro anni ci sarebbe una serie di benefici effetti che vanno da 5,2 miliardi di dollari in nuove attività economiche, 7538 posti di lavoro nel settore It e 1,8 miliardi di dollari di gettito fiscale aggiuntivo entro il 2013. Se la riduzione fosse concentrata in due si avrebbero 7,1 miliardi di dollari in nuove attività economiche e 2,4 miliardi di gettito fiscale.

 

(tratto da Mercato e Strategie di TopTrade Informatica del 15.09.2010)

 

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